Google Maps Api: come ottenere la API key per poter utilizzare le mappe sul nostro sito web

In questo post vedremo come ottenere una API key per poter utilizzare le API Javascript di Google Maps, la quale serve anche per poter utilizzare le API di accesso per tutti i servizi resi disponibili dal colosso di Mountain View (ad esempio Google Analytics).

Le API sono disponibili nella versione 3 che si differenzia dalla precedente versione 2 per aver adottato una nuova architettura di tipo MVC (Model-View-Controller) e per l’abbandono delle variabili globali in favore di un nuovo namespace denominato google.maps.

Le API sono state ridotte di dimensioni (circa 35 KB), ciò comporta una maggiore velocità nel caricamento delle mappe sul proprio sito. Inoltre le nuove API sono compatibili con tutti i dispositivi mobile, inclusi i Sistemi Operativi iOS e Android.

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Come reimpostare la password di root di MySQL Server

In questo articolo vedremo come è possibile reimpostare la password per l’account di root di MySQL su piattaforma Windows seguendo una serie di passaggi. Dimenticare una password di un programma o di un account su Internet è capitato quasi a tutti e nella maggior parte dei casi si riesce a risolvere il problema o facendosela rispedire o tramite delle procedure di rigenerazione della password. Nel caso di MySQL la procedura è un pò più complessa ma neanche troppo difficoltosa, l’unico prerequisito è di avere un accesso come amministratore sul Server o Computer su cui è installato. Leggi tutto »

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MySQL Installer for Windows: un pacchetto software per installare e configurare MySQL su Windows

In questo post vedremo come installare il popolare database Open Source MySQL, in particolare la versione denominata come MySQL Installer for Windows, la quale rappresenta un pacchetto completo che oltre al database vero e proprio include altri strumenti utili alla manutenzione dello stesso.

MySQL (si pronuncia “mai es-qu-el” ma altri lo pronunciano anche come “mai si-qu-el”) è un RDBMS (sistema di gestione di basi di dati relazionali) cioè permette di gestire database basati sul modello relazionale. In questo articolo lo chiameremo semplicemente database come ormai è prassi nel mondo informatico, per indicare uno dei tanti sistemi RDBMS che sono sul mercato sia Open Source che a pagamento; va altresì ricordato che esistono anche sistemi di gestione di basi di dati che utilizzano  una rappresentazione dei dati diversa da quella relazionale, quale ad esempio quella gerarchica, quella ad oggetti oppure quella reticolare.

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Creare interfacce grafiche Java con Google WindowBuilder Pro

In questo post vedremo come creare delle interfacce grafiche per i nostri programmi Java utilizzando un plugin di Eclipse denominato WindowBuilder Pro. Una delle lacune di Eclipse se confrontato alla sua controparte NetBeans, è la mancanza di un editor visuale che consenta di costruire delle interfacce grafiche senza il bisogno di scriverne a mano il codice. NetBeans ha infatti una sua componente built-in che si occupa della progettazione di interfacce denominata Matisse (http://netbeans.org/features/java/swing.html). Con il plugin che vedremo in questo articolo questo gap viene finalmente colmato.

WindowBuilder Pro era un software proprietario dell’azienda Instantiations, la quale è stata poi acquisita da Google, dopo poco tempo Google ha deciso di renderne Open Source il codice sorgente e di donarlo alla Eclipse Foundation. Esso viene elencato come la seconda novità più importante all’interno del rilascio della versione Indigo di Eclipse (http://eclipsesource.com/blogs/2011/06/21/window-builder-top-indigo-feature-2/). Il plugin è disponibile sia per Eclipse  che per tutte le sue reincarnazioni disponibili (RAD, RSA, MyEclipse, JBuilder, etc…).

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Sviluppare App utilizzando il Titanium Studio

In questo articolo vedremo come installare ed utilizzare l’IDE Titanium Studio che viene fornito da Appcelerator per poter sviluppare agevolmente con l’SDK Titanium Mobile. Titanium Studio è basato su Eclipse o meglio sulla sua reincarnazione sviluppata da Aptana che è stata recentemente acquisita dalla stessa Appcelerator.

Proprio grazie al fatto che Titanium Studio è basato su Eclipse, esso può essere scaricato o nella versione standalone, cioè con Eclipse già configurato per poter funzionare col Mobile SDK, oppure può essere scaricato il solo plugin ed importato nella nostra installazione di Eclipse o Aptana.

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Installiamo e configuriamo l’Application Server GlassFish Server 3

In questo post vedremo le fasi di installazione ed i primi step di configurazione dell’Application Server GlassFish 3. GlassFish è stato sviluppato originariamente da Sun e poi passato ad Oracle nell’ambito dell’acquisizione della stessa Sun e “fortunatamente” sopravvive ancora all’interno dell’ampia gamma di prodotti Oracle affiancato dall’altro Application Server supportato da Oracle: Weblogic Server.

GlassFish supporta tutte le specifiche Java Enterprise Edition (J2EE full compliant) ed è l’implementazione di riferimento di queste specifiche, in particolare queste specifiche includono le API per le tecnologie: JDBC, RMI, e-mail, JMS, web services, XML, Servlet, JSF,  etc… .

GlassFish deriva da un progetto Open Source sviluppato congiuntamente da Sun ed Oracle. Esso usa per la parte persistenza il framework ORM Toplink, per la parte Servlet Container un derivato di Apache Tomcat ed infine un componente chiamato Grizzly che utilizza le API Java NIO che ne aumenta la scalabilità e la velocità.

Tra le altre componenti che fanno parte attualmente di GlassFish elenchiamo di seguito le principali:

  • Jersey per l’implementazione di Web Services di tipo RESTful;
  • JavaDB (Apache Derby) per la parte Database;
  • Mojarra come implementazione JSF;
  • OpenMQ per il supporto alla tecnologia JMS.

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Integrare Apache Tomcat in Eclipse

In questo articolo vedremo come integrare l’Application Server Apache Tomcat all’interno dell’IDE Eclipse, la procedura che mostreremo è applicabile anche nel caso in cui volessimo aggiungere altre tipologie di Application Server quali ad esempio Oracle Glassfish Server o JBoss Server.

Per completare questa procedura non è necessario aver già installato l’AS Apache Tomcat in quanto Eclipse prevede una procedura automatica per il download e l’installazione. Nel caso in cui si volesse procedere manualmente all’installazione vi consigliamo la lettura del precedente articolo: Installiamo e configuriamo Apache Tomcat 7.

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PrettyFaces: una soluzione per l’URL rewriting per Servlet, JSF e Java EE

In questo articolo vedremo una libreria java che ci consente di poter effettuare l’URL rewriting (letteralmente la riscrittura delle URL) per le nostre web application scritte utilizzando Servlet, JSF o altra tecnologia Java EE. L’URL rewriting è una tecnica che permette ad un server web di riscrivere quelle che sono indirizzi di pagina dinamici, cioè di pagine generate tramite tecnologie quali appunto JSF o Struts, in URL che sono statiche, dimodochè una pagina abbia un indirizzo web che sia più facilmente comprensibile e mnemonico sia per un utente umano ma anche e soprattutto per un motore di ricerca.

Un esempio tipico di URL generato da una pagina JSF è il seguente:

www.appuntisoftware.it/faces/index.xhtml

la quale sarebbe più comprensibile e “accattivante” se riscritta in un modo simile a questo:

www.appuntisoftware.it/negozio

ad esempio se stiamo creando un sito per uno store online.

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Differenza tra i comandi java e javaw

In questo breve articolo vedremo la differenza ed un esempio sull’utilizzo dei due comandi per lanciare un’applicazione java.

Entrambi i comandi servono per lanciare una applicazione Java all’interno di una JRE (Java Runtime Environment) e per caricare le classi specificate, l’unica differenza è che il comando javaw non ha una una console ad esso associato. In altre parole quando lanciamo un’applicazione Java con il comando javaw non apparirà la finestra di comando associata (come avviene se usiamo il comando java) ed eventuali errori in fase di lancio vengono notificati tramite una finestra di dialogo con l’informazione sull’errore.

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Jpathwatch: una libreria Java per il monitoring di directory e di file

In questo articolo analizzeremo una libreria Java per il monitoring di directory ed il file changing, in altre parole questa libreria permette di essere avvisati nel momento in cui un file o più file presenti in una directory o una sottodirectory vengono modificati, creati o cancellati.

Il funzionamento alla base di questa libreria è quello di rimanere in polling, il cui intervallo può essere cambiato, su di una determinata cartella finchè un dato evento non viene lanciato. In alternativa, per evitare il polling, vengono utilizzate  le funzionalità native del Sistema Operativo dell’host su cui vengono utilizzate.

E’ bene ricordare che a partire da Java 7 sono state introdotte delle funzionalità di monitoring dei file con la specifica JSR 203:

http://jcp.org/en/jsr/detail?id=203

in particolare tramite la classe WatchService (http://docs.oracle.com/javase/tutorial/essential/io/notification.html), le funzionalità offerte sono però  limitate e vengono supportati solo i Sistemi Operativi Windows e Linux.

Jpathwatch invece implementa le API WatchService, le arricchisce di funzionalità e funziona su numerose piattaforme.

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