JDBC Connection

Connettere una Web Application Java ad un database relazionale SQL

In questo articolo vedremo come poter recuperare dei record da un database SQL (utilizziamo PostgreSQL) da una Web Application Java utilizzando le JavaServer Pages (JSP) come tecnologia Web. Per poter accedere ad un Database SQL da codice Java è necessario ottenere un driver JDBC. Le API Java JDBC consentono alle applicazioni Java di connettersi ad un database relazionale tramite un’API standard, rendendo le applicazioni Java indipendenti (o quasi) dall’implementazione di database scelta per l’applicazione. In particolare JDBC standardizza come connettersi ad un database, come eseguire query su di esso, come navigare il risultato di una query, e come eseguire gli update del database, mentre non standardizza la sintassi SQL inviata al database. Questa può variare da database a database.

Per PostgreSQL li possiamo scaricare andando al seguente indirizzo:

https://jdbc.postgresql.org/download.html

Nella pagina di download sono presenti i driver (con estensione .jar) per tutte le versioni di PostgreSQL e di Java per i driver JDBC versione 4 (ad esempio se abbiamo Java 8 e PostgreSQL 9.4 scarichiamo il driver 9.4.1211 JDBC 42). Potrebbero esservi delle minime differenze in base alla versione di PostgreSQL e Java utilizzate. Questa libreria verrà poi inclusa nel nostro progetto Web come vedremo in seguito.

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Google Maps

Google Maps Geocoding API

In questo articolo vedremo il servizio di traduzione degli indirizzi di località (human readable, come ad esempio via Garibaldi Roma) in coordinate geografiche (in termini di latitudine: 41.890066, e longitudine: 12.465884) messo a disposizione da Google tramite le Api di Google Maps. Questo servizio è utile per poter posizionare un marker sulla mappa o per individuare una posizione.

Esiste inoltre il servizio di Reverse Geocoding che è il processo di conversione delle coordinate geografiche in un indirizzo di località. Le Google Maps Geocoding API consentono inoltre di trovare l’indirizzo di un dato luogo dato il suo place ID (il place id è l’identificativo univoco di un dato luogo sulle Google Maps).

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Java Collections Framework

Java Collections Framework – Prima Parte

In questo articolo vedremo un insieme di Interfacce e Classi Java, denominato Java Collections Framework (JCF), che si occupano di definire ed implementare le Collection, che possiamo assimilare a dei contenitori, in cui più oggetti vengono raggruppati in una singola unità (a sua volta un oggetto). Le Collection sono strutture dati usate per conservare, reperire, manipolare e comunicare dati aggregati.

Il Java Collections Framework è stato introdotto a partire dalla JDK 1.2 ed è in continua evoluzione (ad esempio con la JDK 1.5 sono stati introdotte le versioni concorrenti (synchronized) delle Classi che compongono il JCF).

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I cicli in Java

I cicli

In questo articolo vedremo come poter definire delle istruzioni di controllo iterative o cicliche nel nostro codice Java.

I cicli o le strutture di controllo iterative hanno lo scopo di ripetere un’insieme di istruzioni per un numero determinato di volte.
Java mette a disposizione quattro tipi di strutture di controllo di questo tipo i quali fanno parte di una famiglia più ampia denominata control flow statement, ossia istruzioni per il controllo di flusso del programma:

  • for;
  • for-each;
  • while;
  • do-while.

Lo statement for fornisce un modo compatto per iterare su un intervallo di valori. I programmatori spesso si riferiscono ad esso come il “ciclo for” a causa del modo in cui esso cicla più volte fino a che una particolare condizione sia soddisfatta. La forma generale dell’istruzione for può essere espressa come segue: Leggi tutto »

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staticmethoddeclaration-300x119

Il modificatore static

In questo post vedremo come utilizzare la keywordstatic per poter definire variabili e metodi come appartenenti ad una classe piuttosto che alla singola istanza di una classe (ad un oggetto per intenderci).

Di solito una variabile può essere accessibile solo se in combinazione con un oggetto della sua classe. Tuttavia, è possibile creare un elemento che può essere usato solo tramite il nome della classe, senza riferimento ad una istanza specifica. Per creare un tale membro, si fa precedere la sua dichiarazione con la parola chiave static. Quando un membro è dichiarata static, si può accedere  anche se non ci sono oggetti della sua classe, e senza alcun riferimento a qualsiasi oggetto, tale membro è detto anche variabile di classe.

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Modificatori di accesso e non

I modificatori di accesso

In questo articolo vedremo quali sono i modificatori di accesso utilizzabili all’interno dei nostri programmi Java, i quali permettono di restringere la visibilità delle variabili, dei metodi e delle classi del nostro codice Java. In altre parole definiscono  a quali variabili o metodi si può accedere (chiameremo tali elementi col nome generico di membri) e/o quali classi si possono instanziare.

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java

Installazione ambiente Java in Windows

Nel precedente tutorial (La differenza tra Java Runtime Edition (JRE) e Java Development Kit (JDK)) abbiamo visto la differenza che intercorre tra JRE e JDK, dopo aver scelto quale ambiente vogliamo utilizzare, vediamo come installare l’ambiente e come configurare le variabili d’ambiente sotto il S.O. Windows.

Supponiamo di voler installare l’ambiente JDK, in quanto vogliamo anche poter sviluppare in Java, l’ultima versione dell’ambiente è disponibile all’indirizzo:

http://www.oracle.com/technetwork/java/javase/downloads/index.html

scarichiamo la versione Java SE (standard edition, per il momento non siamo interessati allo sviluppo enterprise) e la installiamo (si tratta di un file .exe da lanciare disponibile sia per piattaforma a 32 bit denominata x86 o a 64 bit denominata x64) nel percorso di default indicatoci durante la procedura di installazione (tipicamente C:\Programmi\Java).

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JRE vs JDK

La differenza tra Java Runtime Edition (JRE) e Java Development Kit (JDK)

In questo breve articolo descriviamo le differenze tra la JRE (Java Runtime Environment) e la JDK (Java Development Kit).

Entrambi i due ambienti permettono di eseguire su di un “calcolatore” programmi Java, abbiamo utilizzato questo termine generico (calcolatore ma avremmo potuto usare anche il termine processore) in quanto è possibile eseguire programmi Java sia su diversi Sistemi Operativi ma anche e soprattutto su diverse piattaforme hardware, che vanno dalla classica architettura x86 a quelle per dispositivi mobile (ARM ad esempio) ad architetture pensate per Server e Mainframe quale ad esempio l’architettura Power sviluppata da IBM. Quindi possiamo utilizzare Java ad esempio su di un S.O Linux che gira su PowerPC ma anche su di un’altra distribuzione Linux che gira su x86 (a 32 bit o 64bit). Questa che abbiamo elencato è in fondo la pecurialità principale di Java: la portabilità del codice compilato.

Qui va subito precisato che il codice Java non viene compilato in senso stretto, cioè non è direttamente trasformato in codice binario per essere elaborato da un processore, ma viene compilato in un linguaggio intermedio detto bytecode che viene interpretato da una macchina virtuale che nell’ambiente Java va sotto il nome di JVM (Java Virtual Machine). Ed è il bytecode ad essere portabile: possiamo compilare una applicazione Java su Windows ed eseguirla su un S.O. Linux. Il bytecode è contenuto in file in formato .class.

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heroku-logo

Heroku: un servizio Cloud di Platform as a Service multilinguaggio

In questo articolo vedremo come utilizzare il servizio Cloud di Platform as a Service offerto da Heroku. Da premettere che il servizio gratuito offerto da Heroku permette ad ogni applicazione di utilizzare un “solo” dyno, dove un dyno è un singolo processo, che a scelta può essere o di tipo web o batch (denominato worker), che risponde alle richieste HTTP ed esegue l’applicazione. Per quanto riguarda il database, utilizzando il piano dev all’interno dello Starter Tier, è possibile utilizzare gratis  fino a 10 mila righe di database per massimo 20 connessioni e senza caching in-memory.

I linguaggi supportati da Heroku comprendono Ruby,  Java, Node.js, Scala, Clojure, Python e PHP ed il Sistema Operativo alla base è Debian o Ubuntu.

Prima di iniziare introduciamo alcuni dei termini utilizzati all’interno della Piattaforma Heroku. Ritorniamo sul concetto di dyno: esso è l’unità base all’interno di Heroku ed è un container (di tipo lightweight) che esegue un singolo comando (per utente). Possiamo assimilarlo ad un container unix virtualizzato che può lanciare un comando nell’ambiente selezionato (nel nostro caso il Cedar Stack). Il comando eseguito in un dyno può essere un processo web, un processo worker (batch) o un altro tipo di processo la cui sintassi è consentita nel file Procfile.

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paas

Panoramica sui servizi di Platform as a Service

In questo articolo vedremo cosa è e a cosa serve una Platform as a Service (comunemente denominate Paas) e daremo una breve disamina sui principali servizi disponibili online che le implementano. In successivi articoli entreremo nel dettaglio di alcuni di questi servizi.

Una Paas è un tipo particolare di servizio Cloud tramite il quale un Provider fornisce, non solo il servizio hardware ed il Sistema Operativo, ma anche le piattaforme applicative e tutta la cosidetta “solution stack” per poter pubblicare le proprie applicazioni. Una solution stack è un particolare insieme di software in grado di poter fornire un servizio: ad esempio l’insieme di web server, database ed il supporto ad un linguaggio di programmazione. Un altro esempio di solution stack è l’unione di Sistema Operativo, middleware, database e applicativi.

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